[Mio capitano #40] Lettere dal futuro
Immaginare il futuro per cambiare il presente [attività pratica]
Rabbia, ansia, paura.
Spesso le qualifichiamo come emozioni “negative” perché ci fanno stare male, ci agitano, a volte ci paralizzano. Ma se ci fermiamo un momento, scopriamo che il problema non sono le emozioni in sé: è quello che ne facciamo.
Queste emozioni, che io preferisco definire “difficili”, sono segnali.
Ci dicono che qualcosa sta toccando i nostri valori, il nostro senso di giustizia, o che percepiamo una minaccia. E a quel punto abbiamo due strade: lasciarci immobilizzare, scivolare nell’impotenza — oppure usare quell’energia come carburante per agire.
Personalmente, ho un rapporto speciale con la rabbia.
Non quella che fa urlare e sbattere porte — che pure, ogni tanto, serve. Ma quella che, passata la tempesta, si trasforma in direzione, intenzione e azione.
In questo senso, la rabbia è una delle mie “attivatrici” più potenti.
Per questo dico spesso ai miei studenti: arrabbiatevi per le ingiustizie, per gli abusi, per un futuro che sembra sempre più fuori dalla vostra portata.
Non arrabbiarsi non è una virtù: spesso equivale a desensibilizzarsi, anestetizzarsi. Ed è preludio dell’inazione, della passività, dello stallo.
Meglio sentire — e poi trasformare quello che si sente in qualcosa di costruttivo.
In questo periodo sto lavorando proprio su questo con i miei studenti, nell’ambito di un percorso sul cambiamento climatico: come si fa a prendere emozioni difficili come ansia e rabbia — quelle che il cambiamento climatico può provocare — e usarle come leva invece che come freno?
L’attività che ti propongo questa settimana nasce da questa domanda. 👇
Laboratorio 🎨
Lettere dal futuro
Un’attività di educazione civica ed emotiva per trasformare l’ansia climatica in consapevolezza e azione
A cosa serve
Parlare di cambiamento climatico in classe rischia spesso di restare astratto: dati, proiezioni, scenari globali che sembrano lontani.
L’attività che ti propongo usa l’immaginazione e il coinvolgimento emotivo per rendere concreto ciò che di solito resta impersonale. Chiedere agli studenti di immaginare la trasformazione di un luogo a cui tengono — un posto del cuore — significa portare il cambiamento climatico dentro la loro esperienza, non fuori da essa.
Come si svolge
Scegli un luogo del cuore.
Chiedi a ogni studente di pensare a un posto a cui è affezionato fin da piccolo: un paese, una spiaggia, un parco, un quartiere. Un luogo che conosce bene e che sente suo.Esplora gli scenari futuri con l’AI.
Guida gli studenti in una sessione di ricerca con un assistente AI (es. ChatGPT, Gemini o altri). La domanda da porre: “Come potrebbe cambiare questo luogo nei prossimi 50-70 anni a causa del riscaldamento climatico?”
Incoraggiali a esplorare diversi aspetti: paesaggio, flora e fauna, configurazione urbanistica. Gli scenari possono essere sorprendenti — città parzialmente sommerse, spiagge scomparse, zone che diventano aride o desertiche.Raccogli le immagini del presente.
Ogni studente seleziona una o più foto del suo luogo com’è oggi (possono cercarle online o usare foto personali).Crea le cartoline “prima/dopo” su Canva.
Con le immagini del presente e gli strumenti AI di Canva (o Gemini), gli studenti realizzano almeno due cartoline: una che mostra il luogo oggi, una che lo mostra nel futuro immaginato. L’effetto visivo del confronto è spesso molto potente.Scrivi la “lettera dal futuro”.
Questa è la parte centrale dell’attività. Ogni studente scrive una lettera mettendosi nei panni di un/una nipote che scrive dal futuro — e racconta che quel posto del cuore non esiste più, o è irriconoscibile. La lettera segue questa struttura:Cara nonna / Caro nonno, ti ricordi quel posto in cui andavamo sempre… (descrizione del luogo com’era)
Com’è cambiato nel futuro
Perché è cambiato (le cause)
Cosa si sarebbe potuto fare per evitarlo (il monito dal futuro al presente)
👉 Scarica qui la scheda studente, con istruzioni dettagliate e checklist di autovalutazione.
Perché funziona
Immaginare non è solo un esercizio creativo: è un modo per “sentire vicino” qualcosa che di solito percepiamo come lontano. Quando uno studente immagina che la spiaggia dove è cresciuto non esista più, o che il paese dei nonni sia diventato irriconoscibile, qualcosa cambia. Non si parla più di gradi e di CO₂: si parla di perdita, di affetto, di futuro sottratto.
Quella sensazione — anche se fa un po’ paura — è preziosa. Perché “sentire” è il presupposto di riflessione e azione consapevoli. Solo dopo aver immaginato e vissuto emotivamente una possibile catastrofe, si può ragionare davvero su cosa fare per evitarla. L’attività allena anche un’altra competenza fondamentale: immaginare scenari alternativi. Un giovane che sa immaginare un futuro diverso è anche un giovane che può impegnarsi a costruirlo.
Spark ✨
Se vuoi approfondire il tema con i tuoi studenti (o per te), ti segnalo il recente film Everything Will Change di Marten Persiel. È ambientato in un futuro distopico in cui la natura è quasi del tutto scomparsa, e tre ragazzi cercano di capire com’era il mondo prima. La stessa logica delle lettere dal futuro: immaginare uno scenario che non vogliamo, per trovare la motivazione a cambiare il presente.
Un ottimo punto di partenza per una discussione in classe.


