[Mio capitano #38] Booktuber a scuola
Un’attività sulla lettura e un workshop su clima ed emozioni
Al rientro dalle vacanze di Natale, la sfida era: come far parlare i ragazzi delle loro letture in modo approfondito, evitando la solita presentazione o scheda libro?
Ho chiesto loro di trasformarsi in booktuber e fare una breve presentazione in stile BookTok o BookTube, con un obiettivo chiaro: far venire voglia di leggere il libro.
È un’attività in apparenza “leggera”, ma che in realtà costringe a scavare nel testo, a chiederti come ti ha toccato, che cosa ti ha mosso dentro e che cosa ti ha lasciato. È un modo efficace di fare educazione alla lettura ed educazione emotiva attraverso la lettura, e allo stesso tempo sviluppa la capacità di comunicare in modo efficace e coinvolgente. E poi si adatta a diversi contesti e discipline: puoi proporre “BookTok” in altre lingue e non solo su libri di narrativa, ma anche saggi di argomento storico, filosofico o scientifico.
Se vuoi provarla, dai poche regole semplici:
Dire di che cosa parla il libro (ambientazione, conflitto, “cuore” della storia): l’obiettivo è incuriosire, ma senza spoiler.
Perché vale la pena leggerlo: almeno due motivi concreti (trama, personaggi, stile, temi…) + un elemento memorabile che ti è rimasto impresso (senza svelare).
Temi ed emozioni: che cosa ti ha fatto provare? In quali punti? Perché?
Stile comunicativo “da influencer”:
aprire con un gancio (domanda, frase forte, scena senza spoiler);
scegliere 2–3 idee chiave e costruirci sopra il discorso (non un riassunto a elenco);
usare esempi concreti (“mi ha colpito perché…”, “mi sono immedesimato quando…”);
chiudere con una call to action (“Se ti piacciono le storie che… questo è il tuo libro”).
Pro tip - Seconda chance
Quest’attività si è rivelata perfetta per mettere in pratica la “seconda chance” di cui parlavo nella newsletter precedente. I ragazzi hanno presentato una prima versione e io ho dato feedback mirati su che cosa potevano approfondire (es. personaggi, temi, passaggi più significativi, “perché mi ha emozionato davvero?”).
Poi ho lasciato a loro la scelta: tenere il primo voto oppure rimettere mano al lavoro e ripresentarlo.
Quasi tutti hanno scelto di riprovarci. E lì si è visto il punto: i lavori sono diventati più profondi, meno generici, spesso anche più “veri”. Perché quando il messaggio è che l’obiettivo non è “beccarsi un numero”, ma imparare dal processo, cambia tutto: cambia l’energia con cui si lavora e cambia la qualità di ciò che emerge.
Spark ✨
Un festival su clima e cittadinanza attiva (e un workshop sulle emozioni)
Come educare alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva a scuola?
Se il tema ti interessa, ti segnalo Living with GrACE: Our Earth, Our Responsibility, un festival che si terrà a fine marzo all’Università di Trento e al quale parteciperò con un mio workshop dal titolo “Educazione emotiva e Climate Change”.
Il punto di partenza è semplice: spesso, quando parliamo di crisi climatica, i ragazzi (e anche noi) oscillano tra ansia e disconnessione. O sento tutto e mi blocco, o non sento nulla e mi stacco. Nel workshop lavoreremo su come avvicinarci alla sostenibilità attraverso la sensibilità e trasformare le emozioni in strumenti di consapevolezza, scelta e azione.
Info pratiche
La partecipazione al festival è gratuita.
Per docenti ed educatori è prevista una copertura parziale delle spese (alloggio + contributo viaggio) se si frequentano almeno due giorni di attività (posti limitati).
👉 Dettagli e iscrizioni a questo link.
Se ti va di respirare idee e pratiche in un contesto internazionale, può essere una bellissima occasione. Per approfondire, ti segnalo anche il ciclo di webinar dedicato, di cui il festival è il momento conclusivo.


