[Mio capitano #41] Futuri possibili
Educazione emotiva e climate change: un percorso completo da portare in classe
“Cara nonna,
Ti ricordi quando andavamo a Nizza insieme?
Io sì. Mi ricordo il rumore dei nostri passi sui ciottoli della spiaggia, le sedie blu sul lungomare da cui guardavamo il tramonto.
Mi ricordo il mare limpido, la luce del sole sull’acqua, tutta quella gente, i colori, i rumori… era un posto pieno di vita e io mi sentivo felice lì.
Adesso Nizza non è più così.
Il mare è sporco, pieno di rifiuti. Il mare che tanto amavamo è diventato quasi un nemico: ha allagato tutto.”
Questa non è una citazione da un romanzo.
È un estratto di una lettera scritta da una mia studentessa, immaginando il futuro di un suo luogo del cuore.
Nella scorsa newsletter ti ho raccontato l’attività Lettere dal futuro: un modo per lavorare su emozioni difficili come ansia, rabbia e paura, soprattutto quando si parla di grandi cambiamenti che potrebbero sconvolgere la vita di tutti.
Negli ultimi due mesi, quel lavoro è proseguito in diverse direzioni.
Abbiamo continuato a esplorare i possibili scenari del cambiamento climatico, dando loro forma in modi concreti.
Prima li abbiamo visualizzati, creando immagini con l’AI: città e spiagge sommerse, paesaggi inariditi, luoghi familiari trasformati in qualcosa di irriconoscibile.









Poi li abbiamo raccontati, attraverso le lettere: condivise, lette ad alta voce, commentate insieme — cercando di capire cosa colpisce davvero e perché.
In questi giorni, li stiamo anche mettendo in scena: piccole improvvisazioni teatrali in cui i ragazzi danno corpo e voce a quelle storie, trasformandole in situazioni, emozioni e messaggi.
👉 Qui trovi i prompt che stiamo usando per le scene dal futuro.
In parallelo, la collega di scienze Elena Vassio ha lavorato sullo stesso tema partendo dal film Everything Will Change, guidando la classe in un’esplorazione delle emozioni legate al cambiamento climatico — dalla paura alla rabbia, fino alla speranza — e chiedendo ai ragazzi di tradurle in brevi video: messaggi al futuro su ciò che vale la pena salvare.
👉 Condivido con piacere le attività proposte da Elena.
Nel tempo, tutte queste attività si sono combinate in un percorso completo e interdisciplinare, che intreccia storytelling, educazione emotiva e utilizzo creativo dell’AI.
Un percorso che ho avuto modo di condividere recentemente anche in un workshop per docenti nell’ambito del festival GrACE, organizzato dall’Università di Trento sui temi dell’educazione alla sostenibilità e della cittadinanza attiva.
E proprio lavorando su questi materiali — immagini, lettere, scene, video — emerge una domanda che può cambiare la direzione del lavoro: ci fermiamo a immaginare il futuro che non vogliamo, o proviamo anche a immaginare quello che vorremmo?
Perché immaginare il peggio è potente.
Ma non basta.
Serve anche uno spazio per immaginare futuri possibili. Desiderabili.
L’attività che ti propongo oggi nasce da qui. 👇
Laboratorio 🎨
Dal futuro che temiamo al futuro che vogliamo
Un’attività per trasformare emozioni difficili in visione e azione
A cosa serve
Dopo aver immaginato scenari futuri negativi, il rischio è lasciare gli studenti dentro una sensazione di impotenza.
Questo laboratorio aggiunge un passaggio fondamentale:
👉 immaginare futuri desiderabili e collegarli ad azioni concrete
Come si svolge
1. Riparti dagli scenari creati
Riprendi immagini, lettere o scene.
Chiedi: “Quale ti è rimasto più addosso?”
2. Metti a fuoco cosa conta davvero
Cosa è cambiato?
Cosa è andato perduto — e perché è importante?
3. Immagina un futuro diverso
Lo stesso luogo, tra 30–50 anni.
Ma questa volta, qualcosa è andato meglio.
👉 Com’è? Cosa è stato salvato o trasformato? Fai scrivere brevi testi o realizzare nuove immagini.
4. Torna al presente
Cosa abbiamo fatto per arrivare a questo futuro?
👉 Azioni individuali, collettive, decisioni più ampie (politiche, sociali).
5. Trasforma in un progetto reale
Scegli una direzione:
Riqualificazione → fai progettare agli studenti la trasformazione di uno spazio reale (quartiere, scuola, edificio abbandonato…)
👉 Ne ho parlato qui.Campagna di sensibilizzazione → fai creare campagne (poster, video, slogan, lettere aperte).
👉 Ne ho parlato qui.Azione locale → fai immaginare e, se possibile, realizzare un’iniziativa concreta nella comunità (scuola, quartiere…)
6. Condividi e rifletti
Cosa vi sembra davvero possibile?
Qual è il primo passo che si può fare da subito?
Perché funziona
Perché tiene insieme tre dimensioni:
emozione → attiva
immaginazione → orienta
azione → concretizza
👉 Senza immaginazione non c’è direzione.
👉 Senza azione non c’è cambiamento.
Non si tratta di immaginare un futuro perfetto, ma di iniziare a costruirne uno possibile.
🔗 Per approfondire
Le scene dal futuro sono una delle parti più coinvolgenti del percorso.
Se vuoi lavorare sul teatro di improvvisazione in classe, qui trovi idee pratiche e un mio video di approfondimento:



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